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Fonte: Corriere delle Comunicazioni  http://www.corrierecomunicazioni.it/index.php?section=news&idNotizia=77072
A cura di Margherita Amore

Le due associazioni propongono una serie di modifiche al codice di amministrazione digitale

Serve un "responsabile della conservazione", e non un pubblico ufficiale, per il nuovo codice di amministrazione digitale. Un responsabile che attesti la conformità del documento informatico al documento analogico dal quale è tratto. È una delle proposte di revisione del nuovo Cad, approvato lo scorso 19 febbraio dal consiglio dei ministri, lanciate da Anorc (Associazione Nazionale Operatori Responsabili Conservazione Digitale) e  Assintel (associazione delle imprese Ict di Confcommercio).

Le due associazioni, che nei mesi scorsi avevano già espresso le loro perplessità al riguardo, hanno ora presentato una proposta di possibili modifiche al codice dell’amministrazione digitale, con l’obiettivo di trovare un equilibrio fra la normativa e le reali esigenze del mondo pubblico e privato. Altrimenti, dicono, il testo attuale rischia di paralizzare i processi di digitalizzazione documentale e conservazione sostitutiva nei vari settori amministrativo, sanitario, contabile, fiscale e del lavoro, tanto che già molti operatori del mercato sono fortemente allarmati.

“Alcune norme sul documento informatico, sulla firma elettronica e sui concetti di duplicato/copia dei documenti devono essere per forza modificati, altrimenti si rischia davvero la paralisi dei processi di conservazione digitale”, spiega Andrea Lisi, presidente di Anorc.

Della stessa opinione è il presidente di Assintel, Giorgio Rapari: “Se nel testo approvato vi sono alcuni elementi positivi, come quelli sulle sanzioni, sui controlli e sulla tutela della sicurezza informatica, molti altri introducono cambiamenti inspiegabili che minano lo spirito stesso con cui il Codice è nato: e, cioè, la semplificazione burocratica dei rapporti fra PA, imprese e cittadini attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici”.

A non piacere sono, in particolar modo, gli articoli 22 e 23, che prevedono l’autenticazione di un pubblico ufficiale, senza la quale la conformità di un archivio informatico sostitutivo sarà disconosciuta e sarà dunque senza valore probatorio. Di qui la proposta dell’istituzione di un Responsabile della conservazione, quale garante della correttezza del processo utilizzato. E per conferire a questa figura il dovuto valore si immagina la creazione di un albo dei Responsabili della conservazione.

Viene contestata anche l'introduzione di una terza tipologia di firma elettronica, quella “avanzata”, a metà strada fra la firma elettronica e quella digitale. Con quali effetti? Occorrerà chiedersi ogni volta con quale firma si sta operando e che valore legale ha. Di conseguenza, anche i documenti informatici con diversi tipi di firme avranno diversi valori formali e probatori.

Il testo del Cad approvato non è definitivo e dovrà passare un iter di approvazione, per cui ancora è possibile apportare dei miglioramenti, vedremo se queste proposte saranno accolte.

 

Venerdì 19 Febbraio, si riunisce a Roma il Consiglio dei Ministri che, tra i provvedimenti all'ordine del giorno, trova anche il Decreto Legislativo: modifiche ed integrazioni al DLG n.82 del 2005, recante Codice dell'Amministrazione digitale, a norma dell'articolo 33 della legge n. 69 del 2009. Anche se siamo in fase di esame preliminare, gli operatori del settore non nascondono un'aleggiante preoccupazione per la bozza del testo che andrebbe a modificare il Codice dell'Amministrazione Digitale, soprattutto in materia di dematerializzazione.

L'introduzione di nuove e più complesse definizioni di copie informatiche di documenti analogici, copie analogiche di documenti informatici, duplicati e copie informatiche di documenti informatici presentano un elemento di maggiore complessità dell'intero procedimento verso la dematerializzazione.

Sembra chiara l'impostazione mentale che sottostà a questa tipologia di modifica: si è cercato di riprodurre l'iter del documento analogico nel mondo del documento elettronico, il che mina sostanzialmente la possibilità di semplificare le procedure amministrative.

Una commissione di esperti sta lavorando per predisporre una proposta alternativa, che apporti sensibili modifiche al CAD; l'intento è quello di inquadrare meglio la figura del Responsabile della Conservazione, in modo tale da evitare inutili ulteriori complicazioni sul versante tecnico e tecnologico. Preparare una strada in discesa per la digitalizzazione e la dematerializzazione documentale è doveroso, nonché necessario: dovrebbe essere un modo per portare efficienza nelle Pubbliche Amministrazioni e nelle aziende private, proprio in un momento in cui efficienza sembra essere la parola chiave per la sopravvivenza di molte realtà.


Dott.ssa Elena Lauritano

Responsabile Conservazione Digitale

 

Il DDL riguardante le disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con imprese e cittadini è finalmente giunto ad una svolta con la sua approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, anche se la sua entrata in vigore definitiva è subordinata al completamento dell'iter parlamentare.

 

All'interno del DDL  Brunetta – Calderoli è stata inserita  una novità: la modifica dell'art. 2215 bis del c.c., che ha complicato inutilmente per lunghi mesi la tenuta del libro giornale in modalità elettronica, scoraggiando persino le menti più aperte alla digitalizzazione.
Questo famoso art. 2215 bis dichiarava che le scritture contabili  del libro giornale dovessero subire una cristallizzazione (stabilizzazione), il che imponeva ogni tre mesi  l'apposizione della firma digitale e  della marca"tura" temporale (.ermine coniato dal legislatore e molto discusso a causa della sua ambiguità, per molto tempo ci si è chiesti se questa marcatura fosse l'apposizione di una marca temporale oppure un semplice riferimento temporale).
Ecco che si presenta finalmente il trattamento paritetico per la conservazione del libro giornale sia in modalità cartacea che digitale; era di fatto obbligatorio stampare il libro giornale
entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi e non si capiva la ratio dell'obbligo di conservare sostitutivamente le scritture contabili "digitali"ogni tre mesi, la discriminazione era quantomai evidente.
Con l'introduzione della modifica all'art. 2215 bis dei commi 3 e 4, la tenuta dei libri, repertori e scritture risulta corretta, in caso di tenuta con strumenti informatici, se è stata apposta, almeno una volta durante l'anno, la marcatura temporale e la firma digitale dell'imprenditore o di un altro soggetto da lui stesso delegato.

Vi invitiamo a prendere visione dell'intero disegno di legge al seguente link: www.ilsole24ore.com/fc

 

 

 

 

 



Estratto dell'articolo da Il Sole 24 Ore

Libri e registri, cancellata la bollatura trimestrale

Tra le altre semplificazioni previste con il disegno di legge Brunetta-Calderoli, spicca l’allineamento della tenuta informatica a quella su carta in materia di libri contabili. In base a quanto disposto nel provvedimento in oggetto, infatti, la firma digitale e marca da bollo faranno la loro comparsa solo una volta all’anno sui libri e registri tenuti con modalità informatiche. Dando così una nuova veste all’articolo 2215 del Codice civile, e rispondendo alle aspettative del mondo imprenditoriale, l’articolo 1 del disegno di legge sulla semplificazione collegato alla Finanziaria dà il via libera definitivo allo  sviluppo di una tenuta completamente dematerializzata dei documenti contabili delle imprese. Altri adempimenti  ulteriormente semplificati sono inoltre previsti per libri e registri a rilevanza anche fiscale, con riferimento al libro giornale e al libro inventari. In tal caso il momento di apposizione della firma e marca ai fini della tenuta coincide con quello per la conservazione sostitutiva degli stessi documenti secondo quanto disposto dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004. Ed infine, è previsto che se per un anno non sono state eseguite registrazioni, firma e marca devono essere apposte all’atto di una nuova registrazione, il momento da cui decorre nuovamente il periodo annuale.


A. Mastromatteo - B. Santacroce, Libri online a gestione annuale, in Il Sole 24 Ore, pag. 27

 


Estratto dall'intervista al Responsabile della Conservazione Sostitutiva, pubblicato su Sistema Impresa Maggio 2009




D: Che scenario si apre in tema di dematerializzazione e gestione dei documenti con la recente approvazione del cosiddetto Decreto Anti Crisi?

R: Con l'approvazione del cosiddetto Decreto Anti Crisi si può dire che, più che delle novità, siano arrivate delle conferme. Infatti i due capisaldi contenuti in questo decreto che toccano da vicino il mondo della gestione documentale sono fondamentalmente:

  • la PEC (Posta Elettronica Certificata), che è diventata obbligatoria per le aziende di nuova costituzione e lo sarà allo stesso modo nei prossimi tre anni per tutte le aziende ed enti che saranno presenti sul mercato

  • il nulla osta alla piena dematerializzazione

Direi che la disposizione sulla PEC ha buone probabilità di avere un risvolto di tipo psicologico sulle PMI italiane, che in qualche modo vengono obbligate all'uso di un nuovo e semplice strumento informatico, che non presenta problemi di utilizzazione e apporta notevoli implicazioni sul piano tecnico – legale, nascondendo la complessità informatica intrinseca allo strumento stesso.

La vera rivoluzione è invece insita nella possibilità di dematerializzare i documenti cartacei, questo in pratica equipara il formato elettronico firmato digitalmente all'originale cartaceo. La piena dematerializzazione risiede nel fatto che è stata eliminata (quasi totalmente) la differenza tra documento originale non unico e unico, il quale necessitava della presenza di un pubblico ufficiale o di un notaio per procedere alla dematerializzazione.

D: Quali sono, secondo voi, le principali difficoltà che finora hanno rallentato il passaggio alla digitalizzazione nel nostro Paese, per quanto riguarda sia la Pubblica Amministrazione, sia le imprese?


R: Una su tutte: la sfiducia aleggiante nell'informatica. Vengono richieste all'informatica delle certezze che nemmeno la carta possiede. Si pensi soltanto alla possibilità che offre la gestione del documento digitale di conservare i propri dati fisicamente in più luoghi distinti, eppure la sfiducia nel bit continua ad esistere soprattutto laddove la conoscenza dell'ICT come meccanismo operativo è relativamente scarsa. La lenta macchina della Pubblica Amministrazione è giunta ad un punto cruciale, ha compreso l'impellente necessità di fare efficienza ed ha intravisto nella digitalizzazione del Paese una strada verso il risparmio di quei costi che in realtà sono sprechi. Al di là delle critiche sulle tempistiche un po' titaniche, non si può negare che la PA abbia saputo cogliere i segnali del mercato e si faccia promotrice di innovazione.

D: Quali invece gli aspetti vantaggiosi su cui bisogna puntare per promuovere e diffondere una cultura del digitale? Quale, in questo senso, il vostro punto di forza?

R: A costo di essere un po' schematici, penso che siano tre gli elementi su cui aziende e stato debbano seriamente e costantemente lavorare:

Normativa chiara: ed in questo senso dobbiamo dare atto al fatto che ormai le perplessità inerenti le possibilità e le modalità di digitalizzare l'impresa sono pressoché nulle; è importante però seguire in itinere i suggerimenti e le richieste che giungono dal mondo degli esperti per stare al passo con le nuove soluzioni informatiche presenti sul mercato.

Cultura aziendale: le nuove generazioni di giovani imprenditori saranno promotori di una cultura proiettata all'uso dell'ICT come strumento di analisi dati/performances e reporting.

Promozione dell'informatica come strumento user friendly: la gestione documentale deve essere la soluzione a problematiche di gestione di processi operativi e trasversali alle funzioni aziendali; deve far fluire l'informazione all'interno dell'azienda per sviluppare il tanto osannato Knowledge Management. L'ICT, non dimentichiamolo, è uno strumento e come tale deve essere utilizzato, deve semplificare ed essere accessibile ai più, poiché il fine fine ultimo è sempre quello di fornire dati, che una volta elaborati diventeranno informazioni.


Archivium srl è un'azienda che ha interiorizzato questi tre elementi e si fa promotrice di soluzioni per la gestione documentale web based in outsourcing. Il nostro punto di forza risiede nel gestire interamente e senza intermediari tutto il processo di Gestione Documentale e Conservazione a Norma; permettiamo alle aziende nostre partner di continuare a concentrarsi sul proprio core business, mentre Archivium studia i workflow documentali e propone soluzioni che si integrano e si affiancano ai processi esistenti.

D: Anche alla luce della crisi economica, quali sono, secondo voi, i trend del mercato per quest’anno?

R: La crisi economica ha sicuramente avuto degli impatti almeno parzialmente anche sull'economia reale del nostro Paese; le aziende hanno dovuto fare, come si suol dire, efficienza, ovvero tagliare i costi. La gestione documentale ha un duplice impatto sull'azienda: crea sicuramente efficienza riducendo i costi di gestione del documento, ma fornisce anche un forte input all'efficacia. Vediamo l'efficacia come un'azione di tiro con l'arco: la freccia non solo deve impiegare il tragitto più breve per raggiungere il bersaglio (efficienza), ma deve centrarlo; in altre parole, oggi fare efficienza è un must, ma fare efficacia può risultare il vero vantaggio competitivo per le nostre aziende. La digitalizzazione d'impresa risponde ad entrambe le problematiche, non elimina “posti di lavoro”, ma crea nuove professionalità per le risorse umane e non, che sono sotto o mal utilizzate. Quindi penso che le aziende si possano affidare al Document Management per uscire dalla crisi economica come realtà proiettate al futuro.


 


 

 
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